Deficit cognitivo: quali strumenti per operatori e familiari?

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Trasformare l’attività di cura nel prendersi cura: il sostegno dell’operatore nelle malattie dementigene.

L’assistenza a un paziente con bisogni complessi e persistenti, sia fisici che emotivi, ha bisogno di basarsi sempre più sulle capacità relazionali ed empatiche degli operatori specializzati.

La parola cura si riferisce a tutti quegli interventi medici finalizzati alla rimozione, laddove possibile, della causa di un disturbo o di una malattia. L’espressione prendersi cura, invece, esprime il sostegno emozionale e relazionale dell’operatore alla persona che soffre. Sostegno che si esprime attraverso l’empatia (ovvero il “sentire con”), la premura, l’incoraggiamento.

Negli ultimi tempi emerge l’esigenza di integrare i due aspetti dell’assistenza, il curare e il prendersi cura, ponendo la persona malata al centro dell’agire. Occorrono perciò operatori motivati che sappiano unire l’utilizzo delle tecniche all’umanità della relazione nell’ambito delle attività sanitarie, assistenziali e sociali. Questo, in particolar modo, nei casi in cui non è possibile la cura, come nelle malattie dementigene, e in cui si fa crescente il bisogno di essere considerati e sostenuti nel difficile compito di rispondere a chi domanda di essere preso in carico.

Curare pazienti con bisogni complessi, persistenti, fisici, psichici ed emotivi, è un lavoro che richiede equilibrio interiore, elaborazione dei carichi emotivi, familiari e relazionali irrisolti, sviluppo di competenze relazionali e capacità di ascolto empatico. Si rende necessario, quindi, promuovere lo sviluppo di competenze specifiche nell’ambito della gestione relazionale dei pazienti che soffrono di declino cognitivo attraverso un percorso che sia innanzitutto una crescita personale, prima ancora che professionale, volta all’umanizzazione delle modalità di aiuto e accompagnamento, in un contesto quotidiano connotato da forte emotività, sbalzi di umore, condizioni di stress psico-fisiche e difficoltà pratiche di vario genere.

Il Master di specializzazione in ambito socioassistenziale COGITO, da questo punto di vista, rappresenta un valido e concreto supporto formativo e metodologico, in grado di fornire le basi conoscitive e motivazionali per affrontare questi nuovi bisogni. Rivolto tanto agli operatori sociali, assistenziali e sanitari quanto ai familiari (caregiver) delle persone con degenerazione cognitiva, si articola in 14 incontri che alternano interventi frontali e lavori d’aula, tramite modalità interattive. L’obiettivo di fondo non è un mero confronto accademico, ma un tentativo di favorire lo sviluppo delle potenzialità relazionali individuali nella relazione di cura con la persona e i suoi familiari attraverso un lavoro di crescita personale, prima, ed una declinazione applicativa nell’ambito operativo, poi. Gli obiettivi formativi consistono nell’approfondire le conoscenze e migliorare le capacità nel lavoro quotidiano dell’operatore, chiamato a confrontarsi con la dimensione dei bisogni propri e del paziente, ad interagire con altri nelle relazioni e ad affrontare scelte responsabili nella cura di sé e dell’altro.

 

 

 





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